LA PRATICA PSICOMOTORIA

Il gioco è la vita stessa del bambino, un’attività attraverso la quale scopre non solo il mondo che lo circonda, ma anche se stesso. E’ un fenomeno naturale, nasce da sé; non si insegna a giocare, è un fenomeno biologico che evolve con la crescita del bambino, con le sue esperienze e con la sua maturazione.

Le tappe del gioco vanno dalla fase senso-motoria, in cui il bambino esprime le sue emozioni e la sua energia corporea principalmente attraverso il movimento, per arrivare al gioco simbolico dove compare una componente più psicologica e attraverso il quale “si gioca” le sue normali angosce di bambino e da cui nascono le prime dinamiche di gruppo.
E’ solo attraverso la sua creatività che l’individuo scopre il proprio sé. Giocando si sperimenta, si comunica, si socializza, si accresce la propria autostima.

"La pratica psicomotoria educativa e preventiva è una pratica che accompagna le attività ludiche del bambino, per favorire il passaggio dal piacere di agire al piacere di pensare." (B. Aucouturier)

Con il corpo e il movimento il bambino ci racconta il suo passato, il suo presente con l’insieme degli stati d’animo che vive e il suo futuro con le sue preoccupazioni e aspettative. Il linguaggio del corpo, la coscienza del suo valore emozionale, sono condizioni indispensabili per coloro che lavorano con i bambini.

Si organizzano:

  • Gruppi di gioco psicomotorio
    per bambini (12-36 mesi) insieme ai loro genitori
  • Gruppi di pratica psicomotoria educativa
    per bambini da 2 a 7 anni

Responsabile area: Paolo Giordano
Diplomato ISEF, esperto in pratica psicomotoria (metodo Aucouturier)

IL MASSAGGIO INFANTILE

massaggio infantile Il massaggio ai bambini ha origine antichissime, è stato parte integrante della cultura di molti popoli situati geograficamente nelle più diverse parti del mondo. Usato non solo per scopi curativi, l’arte delicata del massaggio infantile faceva parte della cura quotidiana dei bambini, così come l’essere cullati e rassicurati dalle ninnenanne.

Al giorno d’oggi, la nostra società così ‘veloce’ incentrata sul risparmio di tempo, sul tormento del ‘vizio’ ha perso di vista l’importanza degli effetti della stimolazione cutanea e della vicinanza fisica per uno sviluppo salutare, privilegiando uno svezzamento precoce a basso contatto.

Il tatto è il primo organo di senso che si sviluppa nell’embrione e senza non potremmo sopravvivere. E’ il modo più diretto e naturale per entrare in sintonia con il neonato. Tutto quello che lui ci comunica passa attraverso il corpo ed è compito dei genitori capirne i segnali per soddisfare i suoi bisogni.

Nel 1986 nasce I.A.I.M. ‘International Association of Infant Massage’ per volontà della sua fondatrice Vimala Mc Clure, con lo scopo di diffondere in tutto il mondo il suo programma frutto di decenni di esperienza basato sulle sue conoscenze di Yoga, riflessologia plantare, elementi del massaggio indiano e del massaggio svedese. (La sezione italiana ha conseguito la sigla di A.I.M.I. “Associazione Italiana di Massaggio Infantile”).

La sequenza e la filosofia diffusa da Vimala, basata sul rispetto, sul contatto e sull’amore verso il bambino è la stessa in tutte le sezioni internazionali dell’I.A.I.M..
I suoi benefici sono stati dimostrati anche in ambiente scientifico ed è utilizzato in molti ospedali nel reparto di terapia intensiva neonatale.

Frederick Leboyer, grande innovatore della pediatria mondiale, scrisse "Per i bambini piccoli essere portati in braccio, cullati, accarezzati, massaggiati sono tutti nutrimenti indispensabili, come le vitamine, i sali minerali e le proteine, se non di più… Se viene privato di tutto questo e dell’odore, del calore e della voce della madre che conosce bene, il bambino, anche se gonfio di latte, si lascerà morire di fame".

Durante gli incontri mamma e/o papà apprenderanno i benefici del programma dell’I.A.I.M. ascoltando e rispettando il proprio figlio, lasciando fluire le proprie emozioni attraverso la sequenza dei massaggi che potranno provare insieme al loro bambino, con il lavoro di rilassamento, le esperienze di sintonizzazione non verbale e il confronto con gli altri genitori per condividere, se vorranno, le proprie esperienze.

Nella sequenza è prevista una parte dedicata appositamente alle coliche infantili.

Il massaggio infantile non è una terapia, ma un modo, un’opportunità, di stare con il proprio figlio, privilegiando la intima e fondamentale relazione ‘mamma-bambino’ che è all’origine della propria autostima e della fiducia negli altri.

Si organizzano corsi di gruppo da 3 a 5 nuclei famigliari

Responsabile area: Elisa Valzan
Esperta in pratica psicomotoria (metodo Aucouturier), insegnante AIMI di massaggio infantile, consulente Base della Scuola del Portare ®

 

PORTARE I BIMBI IN FASCIA

portare i bimbi in fascia Portare i bambini in fascia è un’arte che si sta riscoprendo anche in Occidente. Ancora oggi in due terzi del mondo è un’usanza praticata sia per questioni di carattere pratico sia per cultura.
Gli studi evidenziano come i bambini nascano predisposti ad essere portati, sia per le caratteristiche fisiche che comportamentali.
Come per il massaggio, il portare sfama la necessità primaria del neonato: il contatto. Il bebè ritrova lo stadio fusionale che aveva nell’utero e impara a stare nel mondo contenuto e rassicurato dal corpo della mamma.
Riscoperto nei reparti di terapia intensiva per i prematuri, sempre più ricerche avvalorano l’enorme potenziale di questa pratica così antica. Una modalità unica di sostegno nella relazione nascente fra mamma e bambino.
Le ricerche hanno dimostrato che tenere il bambino addosso riduce significativamente il pianto e di conseguenza anche le coliche diminuiscono.
Se fatto correttamente, rispettando l’evoluzione e la fisiologia del bambino, portare in fascia o con un supporto idoneo, aiuta la prevenzione e la terapia della displasia.
I benefici sono anche per il portatore, perché legando correttamente il bambino al corpo del genitore, il peso viene scaricato e distribuito in modo corretto piuttosto che assumere posture scorrette per tenerlo in braccio

Il percorso sul portare i bimbi in fascia inizia già dell’ottavo mese di gravidanza, dove la mamma può imparare a lasciarsi sostenere dalla fascia e sentire benefici per la schiena e per il pancione.
Con la nascita del bebè si prosegue con le legature pancia a pancia, per poi passare sul fianco verso i 3 mesi e terminare sulla schiena dove osserverà dall’alto e protetto le attività della mamma.

Si organizzano corsi individuali e di gruppo da 3 a 5 mamme

Responsabile area: Elisa Valzan
Esperta in pratica psicomotoria (metodo Aucouturier), insegnante AIMI di massaggio infantile, consulente Base della Scuola del Portare ®